ottobre 11, 2012

lavatrice: l'ammorbidente

Ammorbidente: additivo per il bucato a macchina che evita l'indurirsi dei capi lavati.

Io non usavo un ammorbidente da tantissimi anni, mia madre aveva cominciato a credere che non mantenessero le tante promesse dichiarate. Sicché smettemmo di comprarlo.

Mi sono quindi abituata negli anni a toccare i tessuti un po' inruviditi dall'acqua dura, ma senza sofferenze di sorta.

Ho cominciato soltanto di recente a cambiare le mie abitudini, integrando finalmente anche la fase "dell'ammorbidente".

Tanti anni fa, un'amica mi disse che usava mettere nella vaschetta dell'ammorbidente dell'aceto di mele.
Evidentemente i miei tempi di elaborazione sono piuttosto lunghi, perché dopo quasi cinque anni ho terminato l'eleborazione di questa informazione.

I normali ammorbidenti, oserei dire, funzionano grosso modo come gli impacci o le creme per capelli, rilasciando sui tessuti una patina che dà l'illusione di una maggior morbidezza.
Ma quando l'acqua è dura occorre agire alla radice, eliminando questa caratteristica senza simulare la gradevolezza al tatto.
Buona parte degli ammorbidenti in commercio, oltre ad essere inquinanti (come ci spiega Veggie), potrebbere anche causare allergie o altro sulla pelle in quanto è l'ultima sostanza che viene messa a contatto con i tessuti.
Quindi cosa fare per ottenere un bucato soffice ma senza le seccature dei prodotti "normali" da supermercato?
Tutti sappiamo, almeno credo, del potere dell'aceto e dell'acido citrico di eliminare il calcare che altro non è che una conseguenza dell'acqua dura.  Una buona soluzione potrebbe quindi essere quella di mettere dell'aceto di vino bianco (o di mele) o dell'acido citrico nella vaschetta dell'ammorbidente.
Questo permetto, alla fine del lavaggio di eliminare i residui di acqua dura, in questo modo potremo toccare un tessuto nella sua vera consistenza e morbidezza.

Prima di farlo occorre sapere cosa si sta facendo esattamente, infatti il dottor Zago su promiseland dice quanto segue:  "A me l'aceto non piace molto perché aggredisce troppo le superfici metalliche. Alcune di queste poi, essendo in acciaio inox, liberano del nikel e la frittata è fatta"
Succede quindi che utilizzando l'aceto su superfici metalliche o di acciaio inox, su terreni fertili, possa far scaturire un'allergia al nikel. In realtà continuando a leggere sul forum scopriamo che anche l'acido citrico ha questo potere, ma in minor misura.
Al momento, dopo svariati mesi di utilizzo dell'aceto di vino bianco, non mi è ancora successo nulla. In caso valuterò.

Uno dei vantaggi dell'aceto è che è pronto all'uso, poi il prezzo: una bottiglia da un litro la pago 59 centesimi al supermercato. Lo metto direttamente in vaschetta a cui aggiungo, esattamente in questa fase, delle gocce di olio essenziale di lavanda. La scelta della lavanda è per comodità e preferenza mia personale. Sul blog de La Regina del Sapone sono consigliati anche altri olio essenziali utilizzabile a questo scopo. Gradisco l'odore fresco della lavanda ed essendo uno dei pochi o.e. che possono essere utilizzati puri sulla pelle, anche qualora esagerassi con le gocce mi sento tranquilla.

L'acido citrico , lo comprai in un negozio bio, 400 grammi per circa €5,00.

Visto così sembrerebbe più costoso, ma per ottenere 1 litro di "ammorbidente" occorrono 100 grammi di acido citrico e acqua demineralizzata fino a raggiungere il litro.
Il pregio di quest'ultimo è che versandolo in vaschetta, anche in questo caso possono essere aggiunte delle gocce di o.e. a piacere, si percepisce un odore inesistente. Quanto meno rispetto all'aceto, il cui odore è piuttosto riconoscibile. L'acido non mi è così ovvio trovarlo, quanto meno a prezzi convenienti. Non dico concorrenziali con l'aceto, ma almeno che non sia abbia l'impressione di comprare del caviale.

Dunque, come ho detto, al momento per comodità utilizzo l'aceto di vino bianco.

Dubbi legittimi potrebbero essere "ma perché non usare un aceto di mele, il cui odore è meno forte?"
La mia scelta è di natura prettamente economica, come ho detto un litro mi costa 59 centesimi mentre l'aceto di mele è venduto in bottiglie da mezzo litro che costa di più rispetto al primo.
Ma la domanda più frequente è "ma il bucato non ti puzza di aceto?" No!
Riflettiamo, non stiamo inzuppando un asciugamani nell'aceto, ma stiamo versando nella vaschetta un po' di aceto che verrà immesso nel cestello roteante. Oltre tutto, l'aggiunta dell'olio essenziale, di lavanda nel mio caso, dona un delicato profumo a tutto il bucato.
In questo teatrino, la scena finale spetta al terrazzo che mi permette di far asciugare al sole e all'aria aperta il bucato.

Ma come ogni cosa, è solo una questione di scelte.



riferimenti:

http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=30544&start=15
http://www.lareginadelsapone.com/2010/03/aceto-come-ammorbidente.html
http://www.lareginadelsapone.com/2010/12/acido-citrico-come-ammorbidente-per-il.html






 

2 commenti:

  1. ho provato l'aceto, sicuramente toglie quello strato di calcare dalle salviette, però anche se la salvietta non odora di aceto, quando ci si asciuga l'odore di aceto rimane sulla pelle, non è fortissimo ma si sente, ora ho preso l'acido citrico e proverò con questo, in effetti è quasi inodore...

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    1. alla fine anche io sono tornata all'acido citrico. non tutti in casa gradiscono l'odore acre e poi c'è da considerare che la "scorta" di acido citrico non è tanto più costosa dell'equivalente di aceto ma soprattutto è meno ingombrante

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