dicembre 29, 2012

90 giorni dopo

Come promesso sono qui a pubblicare i risultati dell'applicazione, ed integrazione, delle semplici regole suggerite da il metodo di France Guillain. 
Arrivata al novantesimo giorno però, ho realizzato che i risultati raggiunti già dopo le prime quattro settimane erano degni di nota e, aggiungerei, anche strabilianti.
Mostrandovi i risultati ottenuti dopo soli 28 giorni mi auguro di invogliare alla lettura delle righe che seguono in cui vado a spiegare nel dettaglio i pilastri che sorreggono il metodo da me applicato.

novembre 23, 2012

ho fatto un sogno

Ho in preparazione altri post che spero possiate trovare interessanti e che intendo pubblicare a breve.
Ma intanto, per spezzare questo silenzio -un po' più lungo del voluto- vorrei raccontarvi lo strano sogno che ho fatto questa notte e che al risveglio ho ricordato piuttosto bene.


ottobre 23, 2012

intimamente speciale

Grazie alle informazioni tentacolari della rete, ho scoperto una realtà. Una bella realtà italiana e, non è per campanilismo, ma il fatto che lo sia mi ha dato una spinta maggiore per conoscere lei e i suoi prodotti.
Si tratta di H-EARTH, azienda di Prato con alle spalle una lunga esperienza nel settore tessile per cui Prato è famosa.
Purtroppo, o in questo caso per fortuna, è arrivata la crisi a turbare una lunga storia e i suoi protagonisti.
Sebbene in questo caso penso si debba parlare di capacità, conoscenza e un pizzico di rischio ... e non di semplice fortuna.
Nella vita, anche quando non sembra, abbiamo sempre almeno due alternative; cosicché la T.S.G. anziché prendere decisioni drastiche, ha deciso di reinventarsi creando il progetto H-EARTH, che consiste nella produzione di fibre per la creazione di un intimo ecologico e dermocompatibile.

Il catalogo dell'intimo offre una scelta fra diverse fibre naturali il cui denominatore comune è l'amido di origine vegetale che racchiude i pregi della fibra sintetica, ossia di eliminare rapidamente il sudore, e i vantaggi di quelle naturali che ben conosciamo. Quindi rapida eliminazione del sudore, ipoallergenico e batteriostatico sono alcune delle sue peculiarità. Per di più, pare che le sue qualità vadano a sommarsi a quelle delle fibre a cui viene associato.

Oltre all'intimo ecologico "basic", per così dire, la H-EART presenta altre tre linee di prodotti: intimo snellente, intimo bio medicale e bio sport.

ottobre 21, 2012

aceto alla lavanda

Come preannunciato nel post dedicato alle tre biofasi, la voglia di cambiare abito e funzionalità al mio tonico (aceto di mele e acqua distillata) c'era da un po'.
In realtà, non mi sono lanciata in una trasformazione macgyveriana estrema. Ho semplicemente messo insieme un paio di cose che avevo in casa ... con la fortuna di aver letto qualcosa di utile in giro.

A Bologna c'è un grazioso negozio che vende tè, infusi e molto altro ancora (http://www.stregate.it/it/index.html) nel quale, durante la mia ultima visita, avevo acquistato un sacchettino di fiori di lavanda. Il negozio è un crogiolo raffinato in cui è davvero piacevole perdere un po' di tempo tra i vari barattoli di infusi e tisane con inusuali miscele di erbe e fiori, le spezie il cioccolato e gli accessori. Attraversare la porta di ingresso è un po' come fare un viaggio in terre lontane e fantastiche.


Ma tornando a noi, l'acquisto fu dettato semplicemente dal romanticismo in sé senza avere in mente nulla di particolare.

Chiamiamola fortuna o chiamiamole coincidenze, ma sta di fatto che mi ritrovo a leggere "Curarsi con l'aceto" (Marie France Muller, Edizioni l'Età dell'Acquario, €10,00) ed anche a fare una visita attenta ed interessata al blog Il Calderone Alchemico.
In entrambe le fonti è presente la ricetta dell'aceto alla lavanda e, non sapendo che farne di quegli adorabili fiorellini secchi, ho insolitamente preso al palla al balzo.

ottobre 18, 2012

ghassoul ... mon amour!

È decisamente il mio primo amore "ecobio" che non mi ha mai deluso.
Lo uso da anni con grandissima soddisfazione e il mio piacere dev'essere talmente coinvolgente e contagioso che diverse persone, sentendomene parlare, si sono lasciati affascinare e convincere.

Si sta parlando di ghassoul, o rhassoul com'è più conosciuto all'estero. Il suo nome pare derivi da un verbo arabo "rassala" che significa "lavare".

Trova i natali nei pressi del monte Atlante in Marocco, ma già da qualche anno è possibile acquistarlo un po' ovunque.
Nel mondo ci sono tanti tipi di argilla e cambiano colore e caratteristiche a seconda del luogo in cui si trovano, perché è proprio il luogo con infiltrazioni e sedimenti che distingue le argille fra di loro conferendo proprietà differenti.
Inoltre, può assorbire fino a 1,66 volte il suo peso in acqua.
In vendita si trova in "scaglie", come in foto, in polvere o come ingrediente di prodotti per la detersione (shampo o saponette).

ottobre 15, 2012

ecobio ... che?

Fino a questo punto ho parlato come se mi stessi rivolgendo a persone che hanno fatto il mio stesso percorso, ma forse occorre precisare qualche cosa prima di procedere.
Mi piace quindi cominciare raccontando come iniziò il mio cammino, fatto di scelte e consapevolezza.


Il tutto ebbe inizio diversi anni fa. Mi trovavo a far chiacchiere con un'amica che, per scelte derivanti da problemi di salute, cominciò ad informarsi ed evitare buona parte dei prodotti comunemente acquistati per la cosmesi, l'igiene personale e della casa per orientarsi diversamente.

Le sono tutt'ora grata del fatto che mi rese innanzitutto partecipe di questa fase della sua vita ma che mi aprì soprattutto gli occhi.

Quando ci si trova nel buio dell'ignoranza (nel senso di ignorare) si va a tentoni e talora ci si appoggia a qualcosa credendolo saldo e sicuro, ma potrebbe non esserlo.

Lo spalancarsi della "porta della conoscenza" mi inondò di una luce accecante: troppe informazioni tutte in una volta che sconvolgevano alcune delle sicurezze che fino a quel momento avevo.
Non appena gli occhi si abituarono a vedere ogni cosa in modo chiaro e nitido, potei notare che i "sostegni" fino a poco fa creduti robusti, altro non erano che traballanti strutture prive di una reale stabilità.

ottobre 11, 2012

lavatrice: l'ammorbidente

Ammorbidente: additivo per il bucato a macchina che evita l'indurirsi dei capi lavati.

Io non usavo un ammorbidente da tantissimi anni, mia madre aveva cominciato a credere che non mantenessero le tante promesse dichiarate. Sicché smettemmo di comprarlo.

Mi sono quindi abituata negli anni a toccare i tessuti un po' inruviditi dall'acqua dura, ma senza sofferenze di sorta.

Ho cominciato soltanto di recente a cambiare le mie abitudini, integrando finalmente anche la fase "dell'ammorbidente".

Tanti anni fa, un'amica mi disse che usava mettere nella vaschetta dell'ammorbidente dell'aceto di mele.
Evidentemente i miei tempi di elaborazione sono piuttosto lunghi, perché dopo quasi cinque anni ho terminato l'eleborazione di questa informazione.

ottobre 10, 2012

in corpore sano

A seguito della lettura del libro Il tuo corpo implora acqua, in particolare la sezione dedicata al sovrappeso ho cominciato a meditare come poter fare per praticare un po' di attività ogni giorno.
Ma non un po', bensì un'ora consecutiva.
Al momento pago già per un corso di yoga e non posso di certo permettermi un abbonamento in palestra, anche se economico, per poterci andare tutti i giorni e fare la mia attività quotidiana.

In realtà la risposta era molto più semplice di quello che sembra, tant'è che l'autore stesso lo suggerisce nel libro: una camminata di un'ora!
Perché è proprio dopo un'ora consecutiva che si mette in moto il meccanismo che aziona l'enzima sciogli grasso (a patto però che si regoli l'assunzione dell'acqua come suggerito nel suo libro).

ottobre 07, 2012

le tre biofasi

"Perché quando non secca la pelle come un normale sapone"
La mia storica compagna di banco si premurò di precisare che, effettivamente, lo faceva molto di più.

Ancor prima della particolare fase che sto vivendo, desideravo un rituale per il viso che comprendesse un sapone.
Perché un sapone? Innanzitutto per il rapporto quantità prezzo, ovviamente. Se poi fossi riuscita anche ad aggiungere la qualità avrei fatto un centro grande come una casa.
L'esito della mia sterile ricerca fu come il barcollare di uno sbronzo nel buio: mi portò alla scelta di alcuni prodotti che non mi soddisfacevano per nulla.
Ma all'epoca, vivevo nell'errata convinzione di acquistare prodotti validi, il solo sapone foss'anche stato buono non avrebbe sortito l'effetto desiderato poiché altri, che utilizzavo, gli remavano contro.
La scoperta dell'INCI questo sconosciuto, mi accese più di una luce.

Ormai, da anni credo di aver individuato, e fissato, il mio cerimoniale quotidiano per il viso.

In tre piccoli, semplici, efficaci ed economici passi (ed ecobio, ma che ve lo dico a fare?) costituiti da un olio vegetale, un buon sapone e, a concludere, un tonico.
Questo trio è noto come le tre biofasi.

i panni sporchi lavati in famiglia

A seguito di segnalazioni da parte di amiche decido di comprare uno particolare sapone per il bucato.
Si tratta del sapone per bucato ALGA, un panetto da 500 grammi gelatinoso e giallo strizzato in un'aderente confezione in plastica trasparente su cui campeggia la rassicurante scritta ecologico.
Considerando che il suddetto panetto l'ho trovato al supermercato per €0,89 direi che si tratta di un ottimo affare.
Il produttore suggerisce di utilizzarne una terza parte, tagliandolo opportunamente a fette, direttamente nel cestello della lavatrice.
Gli unici capi con macchie importanti sono talvolta le tovaglie che sembrano scappate da una personale di un pittore d'avanguardia.
L'ho utilizzato in questo modo per un po' di tempo e devo ammettere di essermi trovata bene, sebbene continui a pretrattare le macchie più eclatanti con sapone di marsiglia.

Ma, vuoi o non vuoi, non son mai contenta. Ho deciso di dare una marcia in più al detersivo seguendo la ricetta della regina del sapone, chi mi conosce un po' non ha dubbi sul fatto che mi sia cimentata nella ricetta base.


ottobre 04, 2012

sssh ... acqua in bocca!

TU NON SEI MALATO, SEI ASSETATO

Durante la lettura del libro " Il metodo France Guillain" si è scatenato un vero e proprio effetto domino, nel senso che ho cominciato a curiosare fra la ricchissima bibliografia che l'autrice offre, comprando alcuni libri.


Dopo le consuete ricerche nella rete, decisi di affrontare a mente molto aperta le tesi del dottor Fereydoon Batmanghelidj.

Dalla quarta di copertina apprendiamo quanto segue: "Nato in Iran nel 1931, il dottor Fereydoon Batmanghelidj ha studiato medicina all'Università di Londra. Ha esercitato a Teheran fino al 1979 quando, assieme a molti iraniani, fu trascinato in prigione per essere fucilato durante la rivoluzione che rovesciò lo Scià. In attesa di essere giudicato, scoprì i poteri guaritori dell'acqua prescrivendone due bicchieri ad un prigioniero che si contorceva per dei fortissimi dolori allo stomaco. L'uomo guarì ed il dottor Batmanghelidj si salvò la vita quando, diversi mesi più tardi presentò al giudice uno studio su come l'acqua avesse guarito tantissimi prigionieri dai dolori di stomaco. Rilasciato, fuggì negli Stai Uniti nel 1982, dove da oltre vent'anni diffonde la sua scoperta, ovvero che la disidratazione è la vera causa di molte malattie."

ottobre 02, 2012

Il metodo France Guillain ... ma in pratica?

Tante volte preferiamo lamentarci piuttosto che adottare poche semplice tecniche per poter stare meglio.
La "scusa" di non avere tempo credo che in realtà nasconda, il più delle volte, la non voglia di fare qualcosa. 
In fin dei conti perdiamo spesso tempo in tante cose talora inutili.


Come avevo accennato, la primavera scorsa avevo iniziato integrando il mio stile di vita (che decisamente non poteva -e non può- considerarsi ineccepibile) con
il metodo.

Ma poi, complici alcuni spostamenti estivi e la resa, dovuta forse alla pigrizia, mi hanno impedito la continuità richiesta.

"Questa volta sarà diverso!" 

il sole

"Il sole si mangia" è la prima asserzione forte con cui inizia il capitolo 7. Il sole, poiché le piante sintetizzano la luce solare per produrre frutti a noi utili per la nostra alimentazione.

Cosa succede esponendo la pelle nuda al sole? Il cervello analizza la quantità di UV presenti nell'atmosfera e invia i grassi fluidi sotto pelle. Questi contengono colesterolo e sotto l'effetto del sole si trasforma in vitamina D (per la fissazione del calcio).

Quindi in mezz'ora di esposizione delle braccia e delle gambe si possono fissare 10.000 unità di vitamina D solare.

Questo sarebbe l'ideale, ma con lo stile di vita che seguiamo siamo spesso costretti in ambienti illuminati da luce artificiale, da questo consegue che le ossa dei bambini di oggi si spezzano più facilmente per mancanza di esposizione solare.

ottobre 01, 2012

l'argilla

Il capitolo 6. L'argilla, estrapolato dal contesto,  potrebbe avere sfumature sciamaniche, ma ormai sono tante le persone che usano l'argilla non solo per maschere per il viso, sebbene non tutti -io compresa- sappiano tutto quel che c'è da sapere.

Una nota importante che France Guillain precisa è che il forte potere riparatore dell'argilla necessita di essere coadiuvata da una buona alimentazione, dalle conseguenze benefiche dei bagni derivativi e dall'esposizione alla luce del sole (argomento che verrà affrontato nel prossimo post).

Dopo una breve introduzione sull'argilla, sui diversi tipi, applicazioni e caratteristiche, si sofferma sull'illite.
L'illite è un'argilla verde (così come la montmorillonite che è molto più diffusa e reperibile in Italia) le cui caratteristiche la rendono ideale per gli scopi descritti nel libro.
È opportuno accertarsi innanzitutto che quello che stiamo per acquistare sia esattamente quello che vogliamo, per meglio dire occorre leggere l'INCI affinché ci si accerti che non siano presenti altri ingredienti indesiderati.

il pasto a cinque elementi

Nel capitolo 3. Il pasto a cinque elementi,  a parte la composizione del pasto che porta il nome del capitolo, ci vengono regalati alcuni suggerimenti di natura pratica oltre che curiosità e "verità svelate" in fatto di alimentazione. Una vera e propria carrellata su quella che secondo il Guillain pensiero dovrebbe essere il corretto modo di nutrirsi per stare bene. E io ho una voglia matta di stare bene.

Così come per il miam-Ô-fruit, anche il pasto a cinque elementi è il frutto di uno studio basato su sinergie ed equilibri atti a far sì che ciascun componente venga assimilato e digerito al meglio con l'aiuto degli altri.

Questi sono i tasselli che compongono il puzzle:

* CEREALE INTEGRALE O UN TUBERO 3 cucchiai ben colmi dell'alimento cotto
* VERDURE COTTE O CRUDE almeno 3 cucchiai
* LEGUMI 1 cucchiaio ben colmo
* PROTEINA ANIMALE  1 cucchiaio dell'alimento cotto
* OLIO CRUDO DI BUONA QUALITÀ (olio extra vergine di oliva) 1-1/2 cucchiaio

Tra un pasto e l'altro, France Guillain, si consente anche una piccola merenda costituita da, per esempio, 4 chicchi di uvetta e una mandorla. Questi vanno tenuti lungamente in bocca, in questo modo allontana il senso della fame.
Un esempio di cena è rappresentato da un'insalata cerde seguita da una zuppa di verdure.

settembre 27, 2012

il mio miam-Ô-fruit

"Questa ricetta è il mio pasto feticcio: è un vero e proprio rigeneratore cellulare."
Così inizia il capitolo 2. Il mio miam-Ô-fruit.
E l'autrice prosegue decantando risultati positivi sulla pelle nel giro di qualche settimana, sui capelli, sulle ossa, sulle gengive, sulle cartilagini, sulla linea.

Qualche requisito importante.

Osservare innanzitutto in modo scrupoloso la ricetta senza ricorrere a licenze poetiche di sorta, vi è già un'abbondante scelta di ingredienti senza bisogno di ricorrere a distorsioni o scorciatoie.
Assaporare lentamente, un cucchiaio alla volta e gustando con calma.
Associando questo pasto ai bagni derivativi consente, lavorando in sinergia, di amplificarne i risultati.

È l'autrice stessa a palesare la ricetta del suo miam-Ô-fruit sulla home page del suo sito, dandoci la possibilità di scaricare il pdf (in lingua francese ma di facile comprensione) da salvare e/o stampare.

Il fatto che France Guillain renda facilmente fruibili e disponibili gratuitamente (quanto meno nel momento in cui vi scrivo) informazioni sui bagni derivativi e sul miam-Ô-fruit, le fa molto onore. Tanto di cappello quindi a una persona che ha deciso di fare divulgazione e condividere informazioni di una tale portata con tutte le persone un po' curiose e con tanta voglia di stare bene.


 Ma vediamo nel concreto di cosa si tratta.

settembre 26, 2012

il bagno derivativo

Di pal in frasca, tortuosamente come un serpente ubriaco, passo a descrivere, da "Il metodo France Guillain", il capitolo 5. Il bagno derivativo.

Forse questo, dei bagni derivativi, rappresenta il vero cardine a mio avviso del Guillain pensiero, quello che più sconvolge e capovolge le cose.

E sebbene nel libro gli vengano dedicate soltanto 11 pagine, l'autrice s'è oltre modo prodigata illustrando nel massimo dettaglio in libri monotematici che spiegano il come e soprattutto il perché.

Non credo di svelare nulla descrivendovi in cosa consistono i bagni derivativi, in quanto trattasi di informazioni reperibili ovunque in rete, rese note dalla stessa Guillain nel sito http://www.bainsderivatifs.fr/ (sezione italiana non ancora disponibile).


La base del BD è quella di ristabilire la freschezza del perineo che ha un'influenza diretta sulla nostra temperatura interna, sulla muscolatura del perineo e di tutto ciò che lo circonda.

Attraverso una pratica costante si hanno quattro effetti fondamentali:
  • riportare la temperatura interna a un livello normale abbassandola leggermente; 
  • tonificare il perineo;
  • far circolare i grassi, eliminando quelli superflui;
  • permettere ai grassi di compiere le proprie otto funzioni.
Ma cosa comporta, per esempio, un perineo poco tonico?
Rischi di incontinenza urinaria e discesa degli organi, rilassamento dei tessuti attigui ed abbassamento delle prestazioni sessuali.
L'aumento di qualche decimo di grado della nostra temperatura interna, a causa del nostro stile di vita, comporta conseguenze come per esempio il sovrappeso.

settembre 24, 2012

il metodo France Guillain

per una vita sana e armoniosa

Do inizio alle danze parlando di un argomento che mi ha veramente cambiato la vita.



"Il metodo France Guillain" 
France Guillain
Edizioni L'Età dell'Acquario
€ 19,50


Grazie alla segnalazione di un'amica, la primavera scorsa sono approdata a France Guillain, alla sua filosofia e ai suoi scritti. In un primo momento ho cercato su internet quanto più potevo per farmi un'idea, alla fine ho preferito andare direttamente alla fonte comprando i suoi libri pubblicati in italiano, dove ho potuto godere direttamente del Guillain pensiero senza filtri e premasticazioni da parte di altri.
Il mio intento è quello di dare qualche indicazione a riguardo, nella speranza di stuzzicare altre menti ricettive.

La premessa con cui inizia il libro è interessante, poiché rende partecipi i lettori sul percorso fatto dall'autrice che le ha permesso poi di concepire il metodo.

Il libro, così come il metodo,  è composto da diversi tasselli che incastrati insieme vanno a lavorare in sinergia per la nostra salute.

Vediamo di dare una rapida scorsa ai capitoli  1. L'alimentazione  e 4. Il cibo biologico.

L'intestino è un vero e proprio reticolo di neuroni. Il nostro cervello lavora grazie alle costanti informazioni che riceve dalla moltitudine di neuroni disseminati nell'organismo.
Ed anche, lo stomaco crea il 95% di serotonina e si producono venti neuromediatori. Questi ultimi, procurano al cervello l'energia e la forza necessaria a superare gli stress della vita.
Nello stomaco e nell'intestino si elaborano la dopamina (portatrice di energia), l'acetilcolina (importante per la memoria), il GABA (acido gamma-amminobuturrico per la stabilità, l'equilibrio e la resistenza) e la serotonina (per la gioia di vivere).
Anche l'intelligenza può essere compromessa o migliorata dal nostro modo di vivere.
Osserviamo subito che il cibo che decidiamo di mangiare è molto di più che qualcosa con cui rimpiere lo stomaco, influisce sulla nostra vita in maniera che non immaginavo.

settembre 03, 2012

"avevamo giusto bisogno di un altro blog!"

"avevamo giusto bisogno di un altro blog!" Probabilmente no, ma fa lo stesso.

Il fatto è che mi trovo ad attraversare una fase particolare della mia vita.

La condizione di disoccupazione che mi ha, in un certo qual modo, costretta a fare i conti con me stessa sotto tanti aspetti.
Uno degli aspetti è certamente quello economico, tirare la cinghia e i cordoni della borsa.
Devo aver scoperto l'acqua calda, perché ho realizzato che i reali bisogni sono davvero pochi.
La fatica più grossa è semplicemente rendersene conto.
Si dice "di necessità virtù", e allora si cominciano a inventariare gli armadietti per capire quanto spazio venga occupato illegitimamente da flaconi di ogni sorta e capire che basta molto meno di così.
Attraverso questa, per così dire, analisi sui bisogni sto imparando anche qualcosa su me stessa.
Da anni mi prendo cura di me utilizzando prodotti per l'igiene personale ecobio, ovvero ho scelto di non utilizzare prodotti che contengono derivati del petrolio, siliconi, parabeni e compagnia cantante.
Questo percorso, iniziato con la cura della persona, mi ha portata ad ampliare il raggio d'azione arrivando oltre.

Cosa succede quando si passa dalla cosmetica convenzionale a quella ecobio?

Un errore grossolano, a mio avviso, che talora si commette è quello di traslare in toto i prodotti utilizzati con la cosmetica "convenzionale" alla cosmetica ecobio, come una sorta di traduzione letterale.
Che diciamocelo, non funziona nemmeno quando si deve tradurre un testo ...
I messaggi che ci arrivano, filtrati dalle pubblicità, e che col tempo si fossilizzano dentro di noi è che ci servono tante cose. La mia speranza sarà verificare che è vero il contrario.

L'intento di questo blog non è di insegnare qualcosa, perché non credo di esserne in grado, è piuttosto quello di raccogliere ovunque idee furbe e spunti di riflessione cercando di metterli in pratica nel tentativo di migliorare ed economizzare.

Con l'obiettivo, sempre, di condivividere le piccole scoperte con chi avrà la pazienza di seguirmi.